Traumatologia

Possiamo dividere gli infortuni in due tipi: accidentale e da sovraccarico. Le possibilità che si verifichi un infortunio accidentale in arrampicata sono basse se paragonate a quelle di altri sport come il calcio, la ginnastica o lo sci. Nell´attività svolta con la corda si riducono quasi a zero se l´attrezzatura tecnica è utilizzata in maniera corretta. Nel bouldering invece le ripetute cadute possono causare dei danni alle articolazioni intervertebrali, soprattutto a quelle lombosacrali, ed all´articolazione astragalocalcaneare. Gli infortuni accidentali si verificano in tutti gli sport e per quanto si possano prendere delle precauzioni, spesso non sono degli eventi gestibili.

Al contrario i traumi da sovraccarico possono essere prevenuti attraverso un allenamento corretto; il riscaldamento, l´allungamento e soprattutto la programmazione, riducono fortemente l´incidenza di infortuni di questo tipo.
Le problematiche maggiori si localizzano a livello della mano, del gomito e della spalla.
Mano: le strutture che subiscono le maggiori sollecitazioni sono le articolazioni interfalangee prossimali, i tendini del flessore superficiale delle dita, i tendini del flessore profondo delle dita. L´articolazione interfalangea si infiamma quando le dita lavorano in posizione di semidistensione; in questa situazione il carico "stira" l´articolazione e la capsula può rimanere danneggiata soprattutto se il peso viene applicato sulle singole dita, come nel caso di monoditi e biditi. I tendini flessori delle dita, più frequentemente il flessore superficiale, si infiammano per attrito meccanico tra le strutture legamentose ed i tendini stessi.
Gomito: le zone che più facilmente si infiammano sono quelle attorno all´epicondilo mediale e laterale dell´omero. Dall´epicondilo mediale originano i flessori della mano e delle dita, il pronatore rotondo e subito più in basso passa l´aponeurosi bicipitale. Questa zona è quella più sottoposta a delle mioentesiti (infiammazioni che interessano la parte terminale di un muscolo ed il suo tendine); in questo caso alternare il riposo ad una leggera attività, è un valido rimedio per il recupero delle strutture lesionate. Il dolore all´epicondilo laterale è causato da un´infiammazione del brachioradiale, o degli estensori della mano e delle dita. Un´altra patologia a livello del gomito è quella a carico del nervo radiale che per il suo decorso è fortemente sollecitato nel movimento di trazione; le continue compressioni possono danneggiare la struttura del nervo fino ad inibire completamente il movimento di trazione. Un sintomo che prelude ad una seria infiammazione del radiale è l´intorpedimento notturno degl´arti superiori; lo stretching ed il massaggio possono migliorare il decorso della patologia.
Spalla: la testa dell´omero è accostata alla cavità glenoidea esclusivamente per azione della muscolatura circostante; questo consente all´articolazione un´ottima escursione su tutti i piani, ma espone la stessa a frequenti possibilità di lussazioni. In arrampicata l´articolazione scapolo-omerale è sottoposta ad una notevole sollecitazione e le tensioni si sviluppano in moltissime direzioni; questo obbliga a potenziare la muscolatura circostante in maniera uniforme in modo da poter sviluppare delle contrazioni bilanciate che permettano di mantenere l´articolazione il più stabile possibile. È molto importante riscaldare la suddetta muscolatura muovendo le braccia in tutte le direzioni per almeno cinque minuti prima di iniziare ad allenarsi.


Consigli:

  • il riscaldamento deve essere specifico; non si possono effettuare 20 minuti di corsa e subito dopo massimali su tacche da 1 cm. Spesso quello che causa un infortunio è una cattiva coordinazione della muscolatura specifica e non una carente irrorazione muscolare. Il riscaldamento và integrato con esercizi specifici ad intensità crescente
  • per allenare i flessori delle dita non utilizzare prese al di sotto di 1.2cm. È preferibile incrementare il carico piuttosto che diminuire la dimensione delle prese, in modo da aumentare l´impegno muscolare senza mettere in crisi puleggia e tendini con angoli troppo chiusi. Le prese molto piccole andrebbero utilizzate esclusivamente a carico naturale per "adattare" la mano a vari tipi di prensione
  • evitare di allenarsi sulle dita singole come mono e biditi; gli eventuali miglioramenti non sono proporzionali al rischio di infortunio
  • l´elettrostimolatore è un mezzo per effettuare un allenamento muscolare senza caricare i tendini. Può essere utile per alternare le sedute durante un carico di lavoro rivolto alla forza e come sostituzione di un allenamento che non può essere effettuato per una infiammazione articolare e tendinea
  • bere mezzo litro di acqua mezz´ora prima di allenarsi e successivamente un litro ogni ora di allenamento aumentando la quantità nel caso di temperature superiori ai 25 gradi. L´idratazione è di fondamentale importanza per i tendini e le articolazioni e garantisce una riduzione degli attriti tra le varie strutture
  • quando il trauma non è molto grave, come nel caso di rotture complete o parziali delle strutture, il riposo totale non favorisce il recupero funzionale. Il sistema migliore per recuperare consiste nell´alternare una giornata di riposo ed una di allenamento a bassissima intensità., evitando completamente gli esercizi che sollecitano maggiormente le strutture danneggiate

 

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