
In arrampicata, parlare di tecniche catalogate,
è utile esclusivamente da un punto di vista comunicativo.
Questo non significa che la tecnica non sia importante, tutt’altro:
l’allenamento della tecnica è una questione talmente complicata
che ridurlo all’analisi delle cosidette “tecniche fondamentali”
rischia di diventare un discorso fine a se stesso. Catalogare le
varie tecniche(frontale, esterno, omologo, ect..)sicuramente semplifica
il lavoro agli istruttori che un bel giorno decidono di insegnare
agli allievi la “lolotte”; ma allenare la tecnica è tutta
un’altra questione.
I fattori che complicano l’allenamento di questa
qualità sono principalmente due:
1)Le sequenze di prese ed appoggi possono avere combinazioni infinite
in termini di conformazione, direzione, inclinazione
2)La soluzione migliore spesso è strettamente personale
La strada per migliorare tecnicamente non è quella di dire:
“oggi voglio imparare il tallonaggio”; purtroppo è molto
più lunga ed implica un senso critico in tutti i passaggi
che ci troviamo ad affrontare, facili o difficili che siano. E’
importante focalizzare l’attenzione nei momenti in cui riusciamo
a risolvere dei passagi impegnativi; accontentarsi del risultato
senza porsi le domande giuste, è una occasione persa per
migliorare tecnicamente.
Arrampicare con consapevolezza porta ad ampliare il bagaglio tecnico
che abbiamo a disposizione per risolvere nuovi problemi; è
l’esperienza che ci aiuta a scoprire nuove tecniche e ad approfondire
quelle che già conosciamo.
Consigli:
- Arrampicate su tutti i terreni(strapiombo, placca, diedri, fessure,
boulder, vie, traversi, falesia, resina).
- Quando arrampicate con altre persone provate anche le loro soluzioni.
- Gli appoggi, oltre a scaricare parte del peso, devono fornire
una direzione al movimento.
- Non associate la tecnica esclusivamente alla placca: arrampicare
in strapiombo prevede l’utilizzo di tecniche molto più
complesse e lo sviluppo di schemi motori completamente nuovi.
Mentre la placca si avvicina alle normali attività con
cui ci relazioniamo con li mondo esterno, la posizione strapiombante
la utilizziamo esclusivamente a letto!
- Per quanto possibile cercate di utilizzare una prensione a
mano aperta o semiaperta, anche se la presa arcuata vi trasmette
maggiore sicurezza. Flettere fortemente le falangi offre una sensazione
di migliore stabilità perché si riesce a sviluppare
una forza maggiore quando gli angoli sono chiusi; per contro più
si flettono le falangi minore è la superficie di appoggio
che offrono le prese e quindi l’attrito meccanico che si sviluppa
tra presa e pelle. Arrampicare a mano aperta inizialmente può
dare una sensazione di insicurezza, ma è un tipo di prensione
tecnicamente più evoluta che permette di risparmiare molte
energie.
- Quando arrampicate su strapiombo cercate di mantenere le braccia
distese e non schiacciate il corpo alla parete.
- Verificate che il passaggio tra piede in appoggio frontale e
piede in appoggio esterno non avvenga effettuando dei saltelli;
il movimento di rotazione deve essere eseguito con la punta sempre
a contatto, avvertendo una sensazione di “macinamento” sotto il
piede.
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