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Il Riscaldamento
Il riscaldamento è
una parte integrante della seduta di allenamento.
Ha principalmente due obiettivi:
il primo è
quello di prevenire gli infortuni
il secondo quello
di preparare l’organismo
a svolgere al meglio determinate azioni
In arrampicata sportiva solitamente gli infortuni si verificano
a carico dell’arto superiore, quindi sarà importante effettuare
mobilizzazioni passive a livello delle articolazioni interfalangee,
radiocarpica, omeroradiale, scapolomerale, per passare a delle leggere
contrazioni della muscolatura dell’avambraccio, braccio e busto.
Questi esercizi stimolando il sistema cardiovascolare, muscoloscheletrico,
neuroendocrino, aumentano il livello di attivazione, che è
quella sensazione che ci segnala quando il nostro organismo è
pronto a dare il massimo.
Voglio sottolineare il termine “sensazione”
perché è solo la sensibilità sviluppata ad
ascoltare i segnali provenienti dal nostro corpo ad aiutarci a capire
quando un riscaldamento sarà completo. Inoltre sia i tempi
che gli stimoli necessari ad “attivarci”
sono assolutamente personali; una caratteristica
che è molto importante monitorare è la capacità
di reclutamento.
Vi siete mai chiesti perché se provate a fare dei massimali
ad inizio riscaldamento i risultati sono molto al di sotto delle
vostre possibilità? (Se non avete mai provato, non fatelo,
è molto probabile farsi male).
Venti minuti di riscaldamento non aumentano
la forza assoluta, piuttosto aumenta la capacità di coordinare
la muscolatura che abbiamo a disposizione.
In questo senso c’è chi riesce a raggiungere un buon livello
di reclutamento con pochi stimoli, chi invece necessita di più
tempo. E' possibile monitorarsi tramite degli esercizi specifici,
tipo sospensioni ad una mano, ma rimane comunque una verifica parziale,
poiché arrampicare è un insieme di gesti molto più
complessi.
Bisogna imparare ad ascoltarsi e soprattutto
interrompere il riscaldamento quando si è arrivati al livello
di attivazione ottimale: insistere porterebbe
solo ad intaccare le nostre riserve energetiche.
Queste considerazioni sono importanti per svolgere un buon allenamento,
ma diventano fondamentali se al riscaldamento vogliamo far seguire
una buona prestazione, sia essa in falesia od in competizione.
Qui di seguito darò delle indicazioni per i diversi tipi
di riscaldamento da effettuare a seconda degli obiettivi, ma soprattutto
dei mezzi che abbiamo a disposizione.
Prima però voglio individuare due
errori ricorrenti nel 90% dei riscaldamenti effettuati
dai climber:
Il primo si verifica
quando si vuole liberare una via: quasi
tutti sentono la necessità di darsi una piccola “acciaiata”prima
del tentativo.
Questo è dovuto ad un cattivo riscaldamento dove non si è
avuta la pazienza di effettuare una buona vasodilatazione prima,
ed una buona “attivazione” dopo. Bisogna capire che se si stà
provando un 8a non si può effettuare il riscaldamento sul
7b, a meno che non vogliamo partire per la via che si vuole liberare
con un discreto quantitativo di acido lattico nei muscoli.
Il secondo si verifica
quando si pratica il bouldering su
roccia o su sintetico: si fanno un paio di boulder semplici ed al
terzo ci si sente già belli caldi e pronti a tirare come
disperati. In linea di massima può essere sufficiente scaldarsi
facendo dei boulder semplici, ma non fermiamoci a due!
Indicazioni per diversificare il riscaldamento
a seconda degli obiettivi:
Seduta di allenamento in palestra:
- piegamenti sulle gambe 8 rpt
- con 1kg rotazioni delle mani 10 interne 10 esterne
- con 1 kg in pronazione, flessione dell’avambraccio sul braccio
14 rpt
- con 1 kg braccia tese alzate laterali 10 rpt
- in sospensione prese grandi, addominali flettendo le gambe al
busto 10 rpt
- sospensione presa svasa 10 sec
- 1/4 trazioni alla sbarra
- sospensione presa 2 cm semiarcuata 10 sec
Ripetere il tutto 3 volte e poi aggiungere:
- 2 traversi facili 15/20 movimenti con 3 min rec
- 2 boulder facili 3/6 movimenti con 2 min rec
Liberare una via:
- piegamenti sulle gambe 8 rpt x 3 serie
- circonduzioni braccia 10 avanti 10 dietro x 3 serie
- rotazioni del busto dx/sx 20 rpt x 3 serie
- flessoestensioni complete polso-dita 20 rpt x 3 serie
- 3 vie almeno un numero sotto il grado che si stà provando(per
l’8a fare il 7a max) con 5/10 min di rec
- provare una volta i singoli della via, se supera i 20 movimenti
fare solo quelli più impegnativi
Liberare un boulder:
- piegamenti sulle gambe 8 rpt x 3 serie
- circonduzioni braccia 10 avanti 10 dietro x 3 serie
- rotazioni del busto dx/sx 20 rpt x 3 serie
- flessoestensioni complete polso-dita 20 rpt x 3 serie
- 5 boulder almeno un numero sotto al grado che si stà provando(per
l’8a fare il 7a max) con 3/5 min di rec
- fare 1 boulder un grado più alto dei precedenti
Queste sono delle indicazioni che possono risultare
utili fino ad un livello medio-alto.
Per chi riesce ad arrampicare veramente vicino al suo limite oppure
in competizioni, il riscaldamento và assolutamente individualizzato
e contestualizzato al tipo di situazione che ci troviamo ad affrontare. |